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Malesseri contemporanei: non solo italiani!

rosarno_immigrati_rivolta_ansa_03Al “Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei” di Torino vengono accolte persone di tutte le età e nazionalità, molti di loro sono soggetti stranieri, in particolare extracomunitari. Al Centro dicono che le cose funzionano quando non si parla di loro, quando i casi che trattano non finiscono in cronaca nazionale. In realtà si dovrebbe parlare di questa Onlus di Torino che svolge un’attività preziosa e andrebbe presa a modello in tutto il resto del paese. Ci sono situazioni che non riusciamo neanche a immaginare e lo stesso vale per i disagi: conflitti culturali e generazionali all’interno dello stesso nucleo familiare, patologie generate da maltrattamenti, violenze, segregazioni. Una ragazzina indiana di 14 anni soffriva di fortissime emicranie, una promessa sposa che per la famiglia diventava “merce difettosa”. Dopo ricerche, visite e analisi scoprono che il problema erano proprio loro: la famiglia. La ragazzina, cresciuta a contatto con la nostra cultura, aveva sviluppato un senso di libertà personale e una sensibilità completamente opposta alle usanze indiane. Un’altra ragazza, di origine africana, con gravi disturbi aveva subito abusi sessuali ad opera del compagno di sua madre, che accecato dalla folle gelosia l’aveva segregata per anni. Accadono anche queste cose nel nostro paese, nel silenzio generale e nel privato delle loro case. In un’intervista radiofonica (Radio24) una responsabile del Centro di Torino ha lanciato un ammonimento: il trattamento psichiatrico e le terapie per il disagio mentale per cittadini stranieri ed extracomunitari, non possono più essere considerate un lusso ma bensì una necessità. Ci sono situazioni molto gravi e tante altre “border line” che possono considerarsi un vero e proprio “rischio sociale”.
Un vero e proprio allarme. Kabobo docet. Le istituzioni devono alzare la guardia e noi cittadini aprire gli occhi e quando occorre … anche la bocca.

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