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Archivio per il tag “disagi”

Malati di protagonismo

pazzoNon si può giocare una partita di calcio senza gli ultras, specialmente un derby. Grazie agli atteggiamenti (fin troppo accomodanti) delle società e ai soliti inutili provvedimenti di legge, i “tifosi organizzati” sono diventati i veri padroni del calcio.
A una trentina di ultras della Nocerina arriverà il DASPO,
un altro inutile provvedimento che dovrebbe impedire a lorsignori di frequentare manifestazioni sportive. Come ho sentito alla radio “questa gente con i provvedimenti tappezza la camera”! Gli stadi sono sempre più vuoti e non c’entrano le tv, anche negli altri paesi europei ce l’hanno; da troppo tempo l’attenzione si è spostata dal campo alle curve, il calcio spettacolo, quello vero, è finito.

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Lo scontento divino

Sono davvero tante le persone sono scontente
ma nella maggior parte dei casi per cose sbagliate:
denaro, beni materiali, potere, prestigio e così via. Nessuno vuole sottovalutare l’importanza del lavoro
e del denaro che in questo sistema di cose, inutile nasconderlo, sono fondamentali; è il sistema di vita che non funziona, c’è troppa confusione nelle priorità e scarsa consapevolezza verso se stessi. Confondiamo continuamente le cose essenziali con quelle accidentali che variano indipendentemente dalla nostra volontà o bravura. Denaro, potere e lavoro fanno parte del mondo accidentale:
oggi ci sono, domani svaniscono, è sufficiente una crisi di borsa, una truffa internazionale o governanti incapaci (!) e per quanto laboriosi e onesti,
ognuno di noi potrebbe ritrovarsi senza nulla o quasi.

Il mondo è accidentale mentre la vita è essenziale.
La maggior parte delle persone è quindi insoddisfatta per cose sbagliate
ma è anche appagata da cose sbagliate. Se quella insoddisfazione venisse rivolta verso l’essenziale della vita, se fosse rivolta alla realizzazione del divino dentro di noi accadrebbe un vero miracolo. Dal momento in cui tutta l’insoddisfazione si focalizza sull’essere e non sull’avere, si genera un’energia nuova e travolgente. In grado di trasformare l’intera esistenza.
Lo scontento e il disagio umano sono qualcosa di estroverso, mentre ci si accontenta del proprio essere senza un minimo di aspirazione, senza alcun bisogno di trasformazione o di apertura verso nuove vette di consapevolezza
e beatitudine. L’umanità vive immersa in un sonno profondo fatto di sogni, paura e sofferenza, ha completamente dimenticato la sua origine, la sua essenza divina.

L’insegnamento di Osho sullo scontento divino dice che “non puoi nulla sul mondo accidentale e i beni materiali sono parte di questo mondo, mentre puoi trasformare l’unica cosa che veramente ti appartiene: la tua interiorità, il tuo essere. Ribalta le tue insoddisfazioni verso l’essere, incanala la tua energia verso la realizzazione del divino, non rinunciare! La tua realizzazione dipende solo dalle scelte che fai e da nient’altro, l’accidentale non può interferire col divino”.

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