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Ragazzine in svendita per 30 euro

BABY PEnnesima storia di prostituzione minorile senza degrado apparente.
La tre ragazzine di 14 – 15 anni di Ventimiglia che si prostituivano per 30 – 50 euro non lo facevano per mangiare, tantomeno perché costrette ma per assecondare bisogni indotti, arrotondavano la paghetta a loro dire insufficiente. I soliti genitori increduli, sconvolti e inconsapevoli … avevano in casa delle mini prostitute e non se ne erano accorti, terribile. Forse è proprio questo l’aspetto più sconcertante: la distanza tra genitori e figli. Un dramma vero della società dei consumi; si perché il denaro veniva utilizzato per piercing, vestiti e cazzate varie. Sicuramente colpa dei genitori ma non solo. Queste ragazze sono figlie della nostra società malata dove per “meriti sessuali” si può prendere un bel 30 e lode all’università senza studiare, si può trovare lavoro, fare carriera nel mondo dello spettacolo e addirittura entrare in un consiglio regionale se non in parlamento. Sapete quanta gente non direbbe no? Per un adulto potrebbe essere “normale”, del resto ognuno fa quello che vuole col proprio corpo, ma ci sono anche i nostri figli che non vivono su un altro pianeta e respirano questa cultura infame dominante.

L’uso della rete senza controllo e senza filtri a 14 anni oggi è “normale”, come è normale vestirsi in un certo modo e tanto altro ancora: allora perché di fronte a queste vicende ci meravigliamo? Le ragazzine di Ventimiglia, quando hanno letto delle coetanee romane dei Parioli (dove era addirittura implicata una mamma !!!), invece di meravigliarsi hanno pensato che in fondo era una buona idea. Questo è un altro aspetto assurdo della vicenda ma del resto le “olgettine” devono stare solo a Roma? Poi non c’è nessun degrado, nessun segno apparente, tant’è che a casa nessuno si è accorto di nulla. Per fortuna in mezzo a tanti subumani è capitato un uomo che ha denunciato tutto, un uomo normale, che va a puttane ma non con le ragazzine. Lui è stato bravo, si è reso conto della situazione assurda a differenza degli altri (schifosi pedofili) che hanno “usufruito” senza farsi troppi problemi: veri “utilizzatori finali” di minorenni. Povere ragazze, vittime di una cultura che spinge in quella direzione, abbiamo trascorso anni a parlare di “prostituzione istituzionale” e per molti era normale. Ho sentito spesso dire “beati loro”, oppure “fanno bene!”. Parlando delle serate piccanti di Arcore ho sentito più volte dire da donne e mamme che non si sarebbero opposte se alle loro figlie fosse capitata “una buona occasione per fare carriera” … Succede ovunque, nello spettacolo, in politica, negli uffici, nelle fabbriche (quelle rimaste), nelle scuole; ovunque, la prostituzione è un fatto reale, persino nelle case di famiglie perbene, ai Parioli, così come a Ventimiglia e chissà in quanti altri posti. Ragazze poco più che bambine con la vita bruciata per un vestito firmato, un piercing o il nuovo I Phone … una vera schifezza! Ma è anche colpa nostra.

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