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Archivi per il mese di “maggio, 2013”

Cannabis “libera” per tre anni in Danimarca

logo-canapaFrank Jensen, primo cittadino di Copenhagen, dopo le contestatissime “stanze protette” per gli eroinomani, rivelatesi poi, dati alla mano, una buona idea, liberalizzerà per tre anni il consumo di cannabis. Un esperimento a termine per misurare effetti, vantaggi e svantaggi. Il sindaco Jensen ha tirato dritto senza esitazione, perdendo anche un consigliere (Sophie Led) che ha preferito le dimissioni pur di non votare l’iniziativa. Ma non poteva semplicemente votare contro … ?
Droghe: un argomento delicatissimo ma lasciando da parte la morale è un problema reale da affrontare, senza pregiudizi e schemi ideologici. I tossicodipendenti esistono e non possono essere obbligati a smettere e il concetto di “riduzione del danno” funziona, lo dicono numeri e risultati. L’idea di legalizzare l’uso di droghe leggere per tre anni consentirà di controllarne la diffusione e toglierà una bella fetta di mercato alla criminalità organizzata. Ciò che è illegale per definizione sfugge ad ogni controllo, l’uso di cannabis legalizzato consentirà di limitare il consumo alle fasce d’età più basse. Al contrario di ciò che si pensa, il “gusto” della trasgressione perde presa proprio sui più giovani e consente di delimitare l’uso in aree specifiche e in modalità stabilite dalla legge, oltre le quali si potrebbe finire dentro. Consumatori abitualie occasionali che abitualmente non delinquono perchè dovrebbero rischiare? Per controllare e limitare un fenomeno occorre farlo rientrare nelle legalità ponendo limiti e parametri per consumare senza delinquere. Può funzionare, in altri paesi funziona da decenni.

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L’inferno delle Maldive

Un posto che ricorda il paradiso a ogni turista ma un vero inferno per le donne, per i gay e naturalmente per i cristiani: le Maldive. Chi viene trovato in possesso di Vangeli o Bibbia rischia arresto ed espulsione. Niente in confronto a quello che accade alle donne che hanno rapporti sessuali fuori dal matrimonio, persino se violentate, in perfetto stile islamico. Lo scorso febbraio una ragazza di soli quindici anni è stata condannata a otto mesi di arresti domiciliari e cento frustate; la colpa? Essere stata violentata più volte dal patrigno! Roba da film dell’orrore. Un’altra poverina di sedici anni ha subito la stessa punizione eseguita in pubblico: cento frustate.
Altro che Melissa P ! Cento colpi di frusta prima di andare a letto … Persino una ragazza incinta di soli diciotto anni è stata massacrata con la frusta. Per fortuna qualcosa, anche se poco, si sta facendo, Avaaz, organizzazione per i diritti civili, ha raccolto quasi due milioni di firme per boicottare l’industria turistica. E’ bene informarsi prima di partire ed eventualmente, cambiare destinazione. Un coraggioso blogger di nome Hilat Rasheed ha rischiato di essere sgozzato per vare difeso sul web i diritti (laici) di uomini e donne. Hilat è in esilio nello Sri Lanka. Lo scorso anno, nel Museo nazionale, sono state distrutte staute e manufatti buddisti e indù e gli islamici moderati e seguaci sufi vengono sistematicamente perseguitati, aggrediti e picchiati anche pubblicamente nelle piazze. Impossibile cambiare il cervello malato di questa gente ma occorre aiutare in tutti i modi le loro vittime: donne, omosessuali, giornalisti non allineati, sufi e praticanti di altre religioni. Inutile inorridire davanti a queste notizie per poi non fare praticamente nulla, a volte basta davvero poco, prima di andare in vacanza, ingrassando la loro industria turistica, pensiamoci bene.

paradiso?

paradiso

inferno

inferno

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