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Archivi per il mese di “dicembre, 2012”

Nativi digitali, pessimi lettori!

nativo_digitaleSecondo un’associazione internazionale che valuta il rendimento scolastico in cicli di cinque anni, i nostri ragazzi leggono sempre peggio e ovviamente hanno maggiori difficoltà di comprensione dei testi. Sembra abbastanza evidente che i cosiddetti “nativi digitali” leggono troppo poco e il loro linguaggio è sempre più povero; per leggere bene e con attenzione occorre concentrazione e calma, quindi tempo. Chiunque ha dei figli tra i sei e i diciotto anni potrà valutare, senza bisogno di studi o statistiche, che i ragazzi hanno sempre meno tempo da dedicare alla lettura. La televisione, internet, i video giochi
e i telefonini, assorbono quasi completamente i loro “tempi morti”, quelli in cui, in tempi lontani, anche solo per noia, si prendeva in mano un fumetto, una rivista, un quotidiano o addirittura un libro!

L’influenza maggiore che i giovani subiscono è quella dell’ambiente in cui vivono: le loro famiglie, dove spesso non ci sono regole, orari o limitazioni all’accesso a internet, tv e giochi vari, praticamente senza nessun controllo. Per valutare l’entità del problema è necessario comprendere che insieme alla capacità di lettura c’è lo sviluppo della memoria, della comprensione e del ragionamento, oltre alla conoscenza e alla capacità di concentrazione, quest’ultima sempre più scarsa nei giovanissimi. Dunque i “nativi digitali” leggono poco, si esprimono male e hanno maggiori difficoltà di comprensione rispetto ai loro coetanei di cinque, dieci, quindici anni fa.
In molti denunciano un pericoloso e progressivo livellamento verso
il basso fin dalle scuole medie e non solo per colpa di tv, internet e telefonini ma anche per la gestione didattica “moderna”, sempre più superficiale e con insegnanti sempre meno preparati.

Nei prossimi decenni la nostra società sarà popolata di persone poco attente, incapaci di esprimersi correttamente e forse anche di pensare correttamente, in una sola parola: manipolabili. Più si è ignoranti e più facilmente si può essere manipolati, ingannati e sfruttati; forse è questa la chiave per cercare di far comprendere ai nostri ragazzi l’importanza della lettura, dell’informazione e quindi della conoscenza. La rivoluzione digitale non produce solo effetti positivi e come sempre, a farne le spese sono i più giovani.

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Il seme della follia

Nancy Lanza

Nancy Lanza

A ben guardare, la strage della scuola elementare americana del 14 dicembre ha un origine ben chiara. Ogni follia è il risultato di qualcosa e il più delle volte non dipende dal disturbo mentale ma dall’ambiente, quindi la causa, o nella migliore delle ipotesi la concausa, è esterna. La tragedia di Newtono nel Connecticut è un lampante esempio: un ragazzo con evidenti problemi psichici non deve essere avvicinato all’attività più violenta che conosco: sparare al poligono. Non credo ci siano molte persone che considerano l’uso di armi da fuoco un’attività idonea per la crescita dei loro figli, per fortuna. La signora Nancy forse non è stata vittime di suo figlio ma di se stessa, della sua passione evidentemente insana. Forse è anche responsabile della morte di sei donne e di venti bambini. L’intero paese è responsabile di questa tragedia, per la sua cultura di sopraffazione, lo sono le sue stesse leggi che consentono l’uso e la detenzione persino di armi da guerra. La signora Nancy aveva un’arsenale in casa e senza rendersene conto ha creato un mostro. Il ragazzo dopo il massacro si è suicidato, un rituale noto, la conclusione di un’operazione programmata, nessun raptus ma lucida follia. La rabbia era cresciuta troppo e il poligono non era più abbastanza.
La violenza si respira ovunque, anche da noi, si vede, si sente.
Si respira violenza nei modi, negli sguardi, persino nel traffico tra le auto, prepotenze, prevaricazioni; la violenza si vede in tv, su internet, al cinema, per la strada, negli atteggiamenti. Si sente nel linguaggio, nelle canzoni, persino nelle dichiarazioni di lotta a qualcosa di drammatico: lotta al terrorismo, alla mafia, al cancro; si lotta per ogni cosa: per i diritti, per un amore, per sopravvivere …
E in ognuna di queste cose troviamo il seme della follia, si chiama odio

Abusi e violenze al centro Yoga “MISA”

gregorian-bivolaruSono moltissime le scuole, le discipline e le pratiche in cui si rischia di restare “impigliati” in dogmi, superstizioni e strutture varie. In altri casi, persone provate, deboli, inconsapevoli e accecate dal bisogno, finiscono in vere e proprie sètte in cui si possono subire plagi, abusi e persino violenze. Non è certo il primo caso ma proprio questo sembrava accadere nella scuola di Yoga, presente anche nella nostra città, “Movimento per l’Integrazione Spirituale con l’Assoluto”. E francamente già il nome … mi convince davvero poco, sà un pochino di “supercazzola”.

Il movimento yoga appartiene al signor Gregorian Bivolaru, un sessantenne rumeno più volte accusato di violenza sessuale con minori e attualmente, per sfuggire alla giustizia italiana, ha chiesto e ottenuto asilo politico in Svezia. Mi piacerebbe sapere per quale persecuzione politica questo paese concede asilo a un personaggio simile. Forse la Svezia lo protegge perchè accusato anche di antisemitismo?

L’attenzione, la prudenza e naturalmente il buon senso dovrebbero guidare le scelte di qualsiasi Cercatore. Colui che cerca una Via per la propria crescita spirituale è un Cercatore. Le offerte sono davvero infinite e molte, moltissime servono a poco, altre nascondono insidie, illusorio benessere e creano strutture dannose.

A proposito di buon senso vorrei porvi una domanda: a chi di voi potrebbero interessare gli insegnamenti di un uomo ricercato nel suo paese per atti sessuali su mionori e tratta di esseri umani?
E per giunta accusato anche di stupro da una minorenne nel nostro paese.
Il buon senso, per molti, non è così scontato.
Evidentemente.

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