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Archivi per il mese di “ottobre, 2012”

Lettera al sindaco di Ascoli: Guido Castelli

Caro Sindaco,

invece della solita “lettera aperta” sui giornali locali utilizzo la nuova frontiera della politica, quella che per molti è stata l’arma vincente dell’antipolitica:
il web. Un contatto diretto e senza mediazioni che per il sottoscritto è invece
la vera (e nuova) democrazia, visto che non ci sono più neanche i consigli
di circoscrizione, unico strumento di collegamento tra amministrazioni locali
e cittadini. Invece di tagliare province, enti inutili, numero di parlamentari
e sprechi vari, si è pensato bene di tagliare l’ultimo filo diretto con il popolo.
Non divagherò oltre e vengo subito al punto.

Scrivo per chiedere una cosa molto importante, almeno per noi:
perché a Porta Maggiore invece di trovare nuove soluzioni per l’angoscioso problema dei posti auto, e del conseguente inquinamento da traffico, vengono tolti quei pochi che ci sono?

Sono stati impiantati una serie di paletti in ferro in Viale Marconi (davanti all’autoscuola Sciamanna), eliminando così una decina di posti auto che
in questa zona, credimi, valgono più dell’oro!

Oltre alle attività commerciali che necessitano di spazi auto, nella zona
caldaie – piazza dell’Immacolata e viale Marconi, la maggior parte delle auto posteggiate appartengono a persone che si recano in centro.
Un ottimo o pessimo sistema per evitare i posteggi a pagamento
e per aumentare il traffico e lo smog, costringendo i residenti della zona
a lunghi ed estenuanti giri per trovare un posto auto, penalizzato per giunta dalla necessaria pulizia delle strade.

Fino a qualche anno fa il parcheggio gratuito per il centro città era il quartiere di Porta Tufilla, problema abilmente risolto con l’espediente di trasformare
via Damiano Chiesa in ZTL (Zona a Traffico Limitato) per poter introdurre parcheggi riservati ai soli residenti. In molti ritengono che le tariffe dei parcheggi per il centro città siano troppo elevate e chi ne fa le spese?
I residenti di Porta Maggiore: un quartiere sempre più affollato, dove
in diverse ore del giorno è difficile fare un respiro profondo senza tossire
per l’aria intrisa di gas di scarico delle auto.

A questo punto mi viene il sospetto che non esiste alcun progetto legato al miglioramento della vivibilità di questa nostra città;
si continuano a costruire palazzoni enormi (come quelli di Via Firenze
o quelli a ridosso della stazione ferroviaria) che ricordano gli alveari dell’epoca d’oro della “sovietizzazione urbana” degli anni ’70.
Senza considerare che ci saranno nuove costruzioni nell’area ex Carbon
e dietro il palazzo dell’Aci, dove c’è un meraviglioso parco che credo sia privato; ma farebbe differenza?

Tra dieci anni vivere in questa zona di Porta Maggiore sarà davvero difficile
per carenza di posti auto, traffico e conseguente aumento dell’inquinamento.

Non credo sia sufficiente allungare la pista ciclabile (con relativo restringimento di Corso V. Emanuele e del ponte Maggiore che rallentata lo scorrimento del traffico nelle ore di punta) e tantomeno mi sembra utile togliere preziosi posti auto che non avevano vincoli di giorni per la pulizia delle strade, penalizzando ulteriormente residenti e attività commerciali della zona.

Il vento forse sta cambiando e insieme ad amici che vivono in questa zona, vogliamo organizzarci per le prossime amministrative per portare istanze come queste, relative a posti auto e inquinamento; questo significa salute pubblica, di cui i sindaci sono i primi responsabili. Chiedere concretamente, senza “politichese”, una maggiore vivibilità per questo quartiere che, nato “elegante”, si sta trasformando in un qualcosa di molto diverso tra risse e schiamazzi
nelle lunghe notti d’estate, furti nelle case e anche qualche rapina in negozio. Un vero salto di qualità … all’indietro.

Nell’attesa di una possibile spiegazione, un caro saluto.

Sandro Angelini

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Giovani sempre più a rischio

Chi ha figli adolescenti o anche più grandi lo sa bene, o almeno dovrebbe: l ‘universo giovanile è insidiato da una miriade di forme di dipendenza, dalle più note alle più subdole. Al 46mo convegno nazionale della “Società Italiana di Psichiatria” tenutosi a Milano è stato lanciato l’ennesimo allarme: da qui a pochi anni la depressione sarà la seconda causa di disabilità nel mondo. I più a rischio sono proprio i giovani: troppi contatti virtuali e sempre meno amicizie vere, confusione, disagio, perdita di interessi, problemi di memoria e difficoltà a pensare. Purtroppo anche forme di autolesionismo e tendenze suicide; ogni anno sono circa 30.000 gli adolescenti che tentano di togliersi la vita. L’abuso di alcool e droghe riguarda più di un milione di ragazzi tra i 14 e 18 anni, l’aumento del consumo è esponenziale e in fasce di età sempre più basse. Un ragazzo su quattro tra i 15 e i 19 anni muore per abuso di alcol. Poi ci sono le dipendenze da internet, sms, videogiochi, scommesse e giochi d’azzardo vari, ma anche la tendenza a procurarsi tagli e ferite. Questi dati sono più che sufficienti per comprendere che qualcosa non funziona più e da tempo: i nostri ragazzi sono nella più totale confusione esistenziale e quindi facili prede di ogni tipo di devianza e dipendenza. Anche noi adulti siamo confusi, spesso diamo esempi sbagliati e non siamo più capaci di ascoltarci e tantomeno di ascoltare i nostri ragazzi. Questa nostra vita “civilizzata” e sempre più inutilmente tecnologica diventa sempre più alienante e nichilista, un humus ideale per dipendenze e patologie mentali. Il progressivo allontanamento dalla natura e dai suoi stessi ritmi, la cultura materialista che scambia il superfluo con l’indispensabile creano continui bisogni, paure e deliri di onnipotenza. La bussola sembra davvero persa; occorre ripensare l’architettura della nostra società su modelli completamente differenti da quelli odierni e anche da quelli passati che inesorabilmente hanno tracciato la strada a quello che siamo.

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