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Archivi per il mese di “luglio, 2012”

“La legalità non si patteggia”

Questo è il messaggio di Giovanni Nobili, responsabile dell’Ufficio tutela della biodiversità, che a Ravenna parla di repressione contro i nudisti della famosa spiaggia Bassona, Lido di Dante. Erano circa 1.500 i naturisti che hanno sfidato la legge regionale che dal 2006 di fatto cancella una vocazione che dura da decenni e che di certo non ha mai fatto male a nessuno. Se vent’anni fa qualcuno mi avesse detto che nell’estate 2012 sarebbe stato negato lo spazio e il diritto a comuni cittadini che amano la tintarella integrale non ci avrei creduto. L’impossibilità di avere servizi igienici, imposti dalla regione e negati dal Ministero dell’Ambiente per via dell’area protetta, è palesemente una scusa dietro la quale si cela un moralismo ottocentesco che non ha alcun senso e che priva della libertà centinaia di persone. Ma perché non creare zone riservate al naturismo?

«La località ha bisogno di questo turismo»

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Siria in fiamme e Asma “turbata” per i cuscini del divano!

Il nome toglie il fiato: Asma …
Si tratta della giovane moglie del leader siriano Assad, l’uomo che verrà ricordato per aver massacrato il suo popolo in rivolta per la democrazia. La signora Asma Assad, 36 anni, definita da Vogue “la rosa del deserto” (che imbecilli!) fa acquisti in Inghilterra per la sua casa al mare, spende allegramente circa 400.000 euro, sorride a fotografi e giornalisti mentre il suo paese è in fiamme. Decine di morti, centinaia di feriti, veri e propri massacri, una scuola data alle fiamme e la lady è turbata per le asimmetrie dei cuscini del nuovo divano.

Nel 2010 fu la volta di Rania di Giordania, (leggi l’articolo) definita “tosta” e “glamour” da un nostro autorevole quotidiano nazionale e fu addirittura ospite del festival di San Remo. L’estate prima faceva i bagni e mangiava gelati, sempre in Italia e riceveva anche dei premi per il suo impegno a favore dell’emancipazione delle donne arabe. Come dare un premio alla moglie di Totò Riina per l’impegno contro la mafia … E proprio in quei giorni una bimba di soli 9 anni del suo paese veniva uccisa dal nonno perché impura: la piccola era stata violentata e quindi, secondo tradizione islamica, era diventata un’onta per tutta la famiglia.
Questo atroce episodio venne trascurato dai media perché non c’era interesse diretto a un vero cambiamento e nessuno voleva bombardare la Giordania.

Oggi invece risalta il volto sorridente di Asma su diversi giornali, insieme alla notizia di quelle folli spese, usata per risaltare il contrasto tra il massacro del popolo siriano e la dolce vita della dama del sanguinario Assad: lusso sfrenato e tipico pessimo gusto del mondo “vip” arabo.

Un attacco di … Asma da cui non guarisce facilmente e per cui si può anche morire.

Don Server il “prete-bambino” Ennesimo caso di pedofilia nella chiesa cattolica.

Don Giacomo Di Girolamo, portavoce del vescovo di Fano, assistente spirituale degli scout e giornalista pubblicista esperto in web tv, è stato arrestato con l’infamante accusa di abusi sessuali su una ragazzina 13enne e atti osceni in luogo pubblico. Effusioni, baci e palpeggiamenti sotto l’ombrellone che hanno richiamato l’attenzione del titolare dei bagni “Torrette” di Fano che ha subito allertato la polizia. Giorni di appostamenti, pedinamenti e filmati hanno inchiodato il sacerdote 41enne.
“Ho sbagliato, non mi rendevo conto …” avrebbe dichiarato in lacrime al momento dell’arresto don Giacomo. Investigatori e media sono stati fin da subito piuttosto morbidi con don Giacomo, definendolo un prete-bambino e piuttosto infantile.

La descrizione sull’atteggiamento del prete al momento dell’arresto non mi sorprende, è probabile che la sua sessualità sia ferma proprio all’adolescenza. Negando e reprimendo le pulsioni sessuali, come la chiesa cattolica vuole, anche un individuo sano rischia concretamente di sviluppare devianze e patologie proprio come questa. La pedofilia legata al mondo ecclesiastico è stata per secoli coperta da un velo di omertà culturale (paradossalmente
anche da parte di genitori e amici delle vittime) che oggi sembra definitivamente squarciato, ma il problema resta ed è molto grave.

La cosa più sconvolgente è un video di don Giacomo, caricato sul web lo scorso aprile e oggi oscurato, dal titolo:
“Giovedì Santo: quel balsamo contro il male della pedofilia”

Il portavoce del vescovo nel video si lanciava in un discorso contro la pedofilia (!), definendola «una ferita profonda quando commessa da ministri di Dio». Poi parlando del «balsamo contro il male della pedofilia»,
il sacerdote “infantile” sottolineava come «il lavoro che un sacerdote compie non è calcolabile…». E come dargli torto?

Questa orribile vicenda rivela tutta la falsità di certi discorsi,
mettendo in luce l’ipocrisia di dottrine malate imposte ai nostri ragazzi
da chi dovrebbe essere loro vicino spiritualmente e non fisicamente:
la chiesa e i suoi ministri dovrebbero occuparsi di spiritualità, non di animazione, intrattenimento e attività per ragazzi.

Questo è il motivo del fastidio che provo per certe definizioni come prete-bambino … e ancor più per dichiarazioni lacrimose e inopportune:
“Ho sbagliato, non mi rendevo conto”.

Dunque don Giacomo, noto anche come “don server”, non è un bambino come lo hanno definito media e investigatori, è un uomo che ha fatto una scelta di vita precisa e come tale andrebbe considerato e giudicato.

Il fiume dell’energia sessuale non si arresta, può essere deviato con conseguenze imprevedibili e spesso drammatiche. La chiesa non prende coscienza di questo ma noi adulti abbiamo il dovere di vigilare:
occhi aperti dunque e coraggio, come ne ha avuto il titolare dei bagni “Torrette” di Fano a cui va tutta la mia stima.

Il Vescovo di Fano ha annunciato che domenica sarà a Orciano per celebrare messa e parlare a cuore aperto ai parrocchiani di don Giacomo.

Quale “balsamo” userà il vescovo contro il male causato del suo ex porta voce?

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Il bosone di Higgs, il primo passo verso la fisica del futuro

Una rincorsa lunga 48 anni con un finale tutto da scoprire.
Era il 1964 quando il genio della fisica Peter Higgs teorizzò l’esistenza di una particella che conferisce consistenza alla materia e il prof. Luciano Maiani definisce questa scoperta “la frontiera che porterà verso la fisica del futuro”.
Tra la fine di questo anno e i primi mesi del prossimo arriveranno i dati definitivi del bosone e in ogni caso si apriranno nuovi scenari con inevitabili ricadute nel settore industriale. Una nuova era della fisica e 100 dollari persi dal fisico Hawking contro l’individuazione del bosone di Higgs.
A chi dovrà pagare? Peter Higgs si è dovuto asciugare le lacrime per la commozione durante la conferenza stampa indetta dal Cern a Ginevra per informare il mondo di questa grande scoperta, seduto in platea il fisico di 83 anni ha ricevuto calorosi applausi. Peter Higgs, l’ateo che ipotizzò la particella della creazione.

LHC: il CERN alla ricerca del bosone di Higgs

Neutrini mutanti

Il desiderio: la seconda Nobile Verità.

La seconda nobile verità riguarda l’origine della sofferenza: il desiderio. Di esso esistono tre forme principali: desiderio per il piacere dei sensi, desiderio di essere o divenire e desiderio di non essere. Bacchillide sostiene che “l’uomo non conosce la vera gioia perché desidera sempre ciò che non ha”. Il desiderio è il motore che ci spinge sempre verso qualcosa, ambiguamente ci consente di rapportaci con le cose e allo stesso tempo ci rende sempre insoddisfatti. L’insaziabilità del desiderio è realmente la fonte maggiore di sofferenza, quanto meno di insoddisfazione e liberarsene, anche solo in parte, richiede un lavoro profondo ma non impossibile. Innazitutto è’ necessario chiedersi quanti desideri nella nostra vita meritano realmente attenzione, tempo ed energia, poi bisogna imparare a distinguere cos’è utile, essenziale e superfluo e, in un sistema socio-economico che ha come scopo principale quello di creare bisogni, è un lavoro tutt’altro che banale. Per ritrovare l’armonia non è necessario neanche porsi obbiettivi impossibili, come pensare di dover rinunciare a tutto demonizzando ogni desiderio, a tale proposito il filosofo greco Epicureo saggiamente ammoniva: “non bisogna rovinare il bene attuale con con il desiderio di ciò che non abbiamo, ma non dobbiamo neanche dimenticare che anche ciò che abbiamo lo abbiamo desiderato”. Sappiamo che due atteggiamenti estremi come la schiavitù del desiderio e la rinuncia assoluta, sono sintomi opposti dello stesso disturbo. Sarebbe necessaria un’adeguata educazione al desiderio che si fonda sul non assecondare ogni impulso della mente e sull’ esercitarsi a comprendere (osservando) la sensazione che nasce dal desiderio. Osservare e ragionare sul senso di vuoto, sulla mancanza che spinge sempre più insistemente verso qualcos’altro. Questo sarebbe senza dubbio un ottimo metodo per cominciare a prendere coscienza dei propi impulsi e far crescere la propria consapevolezza.

Sandro Angelini
17 maggio 2005 Informagiovani.info

Longevità e meditazione.

“Tra i segreti di una vita sana e prolungata c’è anche la meditazione”.

Questa è l’opinione di un gruppo di illustri ricercatori dell’università californiana di Davis, San Francisco. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica “Psychoneuroendocrinology” e mette in luce anche i benefici fisiologici: raccoglimento e concentrazione, oltre a migliorare la sopportazione del dolore e la consapevolezza di sé stessi, rigenerano le cellule del nostro corpo.
La pratica meditativa ottimizza l’attività di un enzima, fondamentale per la vita delle cellule, chiamato telomerasi: nel momento in cui una cellula si divide i telomeri si accorciano e quando scendono sotto una lunghezza definita “critica” la divisione si interrompe e muore. La ricerca americana ha dimostrato l’aumento del livello dell’enzima in questione nelle cellule immunitarie, influendo direttamente sulla longevità della vite stesse cellule e quindi della vita umana.
Ennesimo studio sui benefici della meditazione. 
Cosa dire? Meditate gente… meditate…

Sandro Angelini
23 aprile 2011 Informagiovani.info

La sofferenza: prima Nobile Verità negata.

La prima nobile Verità riguarda l’esistenza del dolore:
“il dolore è la vecchiaia, la nascita, la morte, la malattia…
la vita è dolore”. Spesso siamo noi stessi gli artefici principali delle nostre sofferenze, il fatto stesso di non accettarle, di dover sfuggire per forza ad ogni minimo disagio, ci spinge verso la sofferenza. Un dolore di cui spesso non parliamo è il nostro essere attaccati a ciò che ci è sgradevole e naturalmente l’essere separati da ciò che ci è gradevole.
Una cosa tanto strana quanto vera.
Ognuno di noi è legato indissolubilmente a qualcosa che ci è sgradevole, ed è ancora più strano osservare con quanta facilità perdiamo cose che ci rendono sereni. Sembriamo più inclini alla sofferenza che al piacere, eppure la mente umana per sua natura tende al piacere, e forse proprio questa dualità ci provoca disagio e una sottile e profonda insoddisfazione. La nostra natura profonda è contrapposta ai bisogni sociali, all’educazione, alla cultura, a tutto quello che ci ha reso quello che siamo in superfice.

Ci sono persone che vivono perennemente in situazioni scomode, difficili (in alcuni casi anche drammatiche) senza mai trovare la forza, il coraggio per uscirne. Sembrano legate alla loro sofferenza. Sembrano spaventati dall’idea del cambiamento, hanno paura di perdere i propri punti di riferimento, anche se negativi, al punto tale che alcuni scelgono di restare nella certezza del loro inferno piuttosto che affrontare l’incertezza del cambiamento, dell’ignoto, dell’evoluzione.
Tutti abbiamo bisogni di certezze, punti di riferimento, li cerchiamo e li creiamo in mille modi diversi, senza mai riuscire a soddisfarci fino in fondo.

La realtà della vita è che non ci sono certezze e questo il nostro Io lo sa benissimo, per questo si dispera e ci spinge a cercare, a respingere l’idea stessa della sofferenza e della morte. Più cerchiamo di fuggirla più ci resta attaccata addosso, eppure la morte per la nostra cultura cristiana è solo un passaggio: Giovanni Paolo II è stato un grande esempio nella sofferenza. L’idea di una società senza dolore, senza morte e piena di gioia è evidente in ogni cosa, anche nella pubblicità in tv, osservate come vengono rappresentati gli anziani, energici, giovanili, grintosi, giocano a pallone, rubano il cibo ai nipotini, danno feste da ballo in casa…
Un anziano non può essere stanco, malato, o inefficiente, non in una società che nega la morte e il dolore e corre dietro alle apparenze, alle mode e a falsi bisogni fino a trasformare cose inutili in indispensabili e situazioni normali e naturali in vergognose. Ma la vita è anche sofferenza e solo chi riesce ad accettarla non ne resterà schiacciato.

Sandro Angelini
24 aprile 2005 Informagiovani.info

Il Dalai Lama a Milano lascia “senza parole” il consiglio comunale.

Dopo le polemiche per la decisione di non conferire la cittadinanza onoraria, SS il Dalai Lama è arrivato a Milano come previsto.
E’ stato accolto dal sindaco e da altre autorità locali, la folla riunita davanti a palazzo Marino lo ha salutato con applausi
e sorrisi mentre alcuni contestavano il primo cittadino e la sua amministrazione per il dietrofront sul conferimento della cittadinanza al capo spirituale del popolo tibetano.

Pisapia, fiero della sua pavida scelta, ha dichiarato che per lo stesso Dalai Lama “è stata una scelta giusta” e che è “stato fatto tutto quello che si poteva fare”.

Ovviamente il sindaco di Milano non conosce il buddismo e la serena capacità di accettazione della guida spirituale del Tibet. Un uomo che vive secondo i principi della non-violenza e che ha accettato persino l’occupazione e il genocidio culturale del suo popolo, cosa avrebbe dovuto dire per una mancata assegnazione della cittadinanza onoraria di Milano?
Minacciare ritorsioni come fanno i cinesi?

In piazza della Scala, una bambina gli è andata incontro con un mazzo di fiori, il Dalai Lama l’ha ringraziata ed è entrato a Palazzo Marino dove ha tenuto un discorso a tutto il consiglio convocato in suo onore. Concluso l’intervento il capo spirituale del Tibet ha chiesto ai consiglieri se avessero domande da fare: minuti di triste e imbarazzante silenzio. Nessuno è stato in grado di fare una domanda al Dalai Lama, nessun consigliere è stato in grado di pensare e formulare un quesito, trovare un argomento o una curiosità personale, anche banale. Una bella figura, direi all’italiana …
Complimenti al sindaco e a tutto il consiglio comunale milanese.

Del resto cosa chiedere a un Nobel per la pace, portatore di messaggi di amore universale che ha vissuto l’invasione cinese del proprio paese e che vive in esilio dal 1959?

Nei giornali ho letto che dopo l’imbarazzante silenzio “Sua Santità,
giungendo le mani e portandole al viso, ha salutato tutti”
e mi domando: ha portato le mani al viso come solitamente fa per salutare o per disperazione?

Viva l’Italia, viva Milano e l’Expo cinese!


TIBET LIBERO !

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