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Archivi per il mese di “aprile, 2012”

Le preoccupazioni dei partiti

Anche la Corte dei Conti lancia l’allarme sulla cura Monti: rischio recessione. La pressione fiscale, già fuori linea rispetto al resto d’Europa, sta diventando pericolosamente elevata e rischia di frenare ulteriormente i consumi.
Questo è il rischio della folle corsa al pareggio di bilancio, senza nessun taglio serio non alla spesa pubblica ma allo spreco pubblico. Nessun provvedimento serio che favorisca lavoro e sviluppo, solo tasse, repressione fiscale e caccia allo scontrino; niente patrimoniali, nessun aumento di tassazione per la non produzione di ricchezza, come le rendite speculative per le quali l’Italia è il vero paradiso fiscale. Una crisi senza precedenti per la quale la Corte dei Conti manifesta seria preoccupazione, ma anche i partiti si preoccupano. Tutti i partiti sono seriamente preoccupati e non per la situazione delle famiglie, delle imprese, o per i suicidi, ma per le inchieste delle varie magistrature, per i rimborsi elettorali (leggi finanziamento pubblico) e si stanno occupando delle future alleanze per le prossime elezioni. Un altro problema sarà come presentare qualcosa di vecchio sotto una luce nuova.

Politici vecchi e distratti che non si accorgono di nulla: non sanno chi prende denaro del partito (denaro pubblico) per uso personale o di famiglia, non sanno neanche dove lavorano figli, parenti e amici, chi si è permesso di ristrutturare le loro case, chi si è permesso di pagarne l’acquisto e le famose gare di burlesque … Cosa faranno gli italiani una volta tornati alle urne?
Non lo so ma spero di cuore che tutta la vecchia paritocrazia di destra, di centro e di sinistra venga spazzata via, senza distinzione perché non si distinguono. Tutti hanno contribuito a generare sprechi e disastri e nessuno di loro pagherà per tutto questo. Hanno ipotecato il nostro futuro e quello dei nostri figli: mandiamoli a casa, tanto avranno una bella pensione per aver indegnamente rappresentato e tradito i loro elettori.

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NonSo.it organizza: Meditazione Kundalini

Nonso.it organizza una sessione a numero chiuso di Meditazione dinamica KUNDALINI. Una tecnica gentile ma molto potente, in grado di risvegliare energie sopite. La meditazione si terrà domenica 6 maggio alle 19.00 presso l’Associazione Culturale respirArte di Ascoli Piceno, via Luigi Dari, 4. Il programma prevede una breve presentazione, la meditazione (che si divide in quattro parti), una breve condivisione dell’esperienza e per chi vuole ci sarà anche una condivisione di pizza … in pizzeria naturalmente. Si consiglia di indossare abiti comodi, calze adeguate per muoversi senza scarpe.
Il costo simbolico per la prenotazione è di Euro 10.00.

Cos’è la Kundalini?

Kundalini letteralmente significa “attorcigliamento”, come quello di un serpente ed è considerata l’energia residuale della creazione (meglio nota come shakti) che si trova in ogni essere umano. La Kundalini, allo stato latente, risiede nell’osso sacro posto alla base della colonna vertebrale sopra un plesso che corrisponde al primo chakra. Eseguita correttamente la meditazione consente all’energia di risalire liberamente lungo la colonna, alimentando il nostro corpo e la nostra coscienza.

Giornale al bar: signori si nasce.

Raramente mi capita di leggere i giornali dei bar, quando accade mi limito alla lettura di un solo articolo o ad uno sguardo generale. Nella maggior parte dei casi acquisto il giornale per leggerlo con calma mentre prendo il caffè; ritengo sconveniente monopolizzare una cosa a disposizione di tutti i clienti.
Ma non tutti la pensano così, spesso capita l’esatto contrario e parlando con alcuni amici baristi ho sentito storie davvero divertenti come quella di un anziano signore, in realtà un signor pensionato, che nei giorni d’estate si porta il giornale fuori dal locale. Comodamente seduto su di una panchina anche per oltre un’ora, legge beato. Un altro signore, sempre signor pensionato, era addirittura seduto su un giornale del bar e quando la barista gli ha fatto gentilmente notare l’insolita seduta, lui serafico ha replicato: “Lo so! Se non mi ci siedo me lo prendono!” Una volta chiesi ad una signora, rigorosamente in pelliccia, mi lasciava dare un’occhiata al giornale sul suo tavolo, visto che lei non lo stava leggendo. Mi guardò sorpresa e disse: “lo tengo occupato per un’amica che deve arrivare”. Parliamo di un quartiere dove raramente nei bar vedi persone molto semplici come in quelli di altre zone, nella maggior parte dei casi incontri di gente benestante, professionisti, negozianti, pensionati di lusso come dirigenti pubblici, ufficiali dell’esercito e funzionari di banca. Eppure si comportano come accattoni, non si risparmiano brutte figure pur di risparmiare qualche spicciolo. In un altro bar ci sono “circoli” di signore anziane che monopolizzano per ore tavoli e quotidiani a disposizione dei clienti, anche con minimi consumi. Per decenni ho abitato in zone della città decisamente più popolari e devo dire che c’è molto più rispetto nei bar dove raramente vedi signore in pelliccia e pensionati di lusso. Forse anche per i modi molto più diretti dei baristi, nel bar vicino la mia vecchia casa non era raro sentire frasi come: “scusi signore pensa che anche gli altri clienti potranno dare un’occhiata al giornale o mi consiglia di comprarne un altro?” Francamente mi sentivo più a mio agio proprio nei bar più popolari dove snobismo e pellicce sono proscritti. Nel quartiere dove vivo da poco più di un anno convivono modi eleganti e atteggiamenti spocchiosi, nobiltà (finta) e modi da questuanti. L’animo non s’inganna, aveva ragione Totò: “signori si nasce!” Pellicce, borse e scarpe firmate non rendono signori. La miseria è dentro.

La tragedia di Morosini.

Quando muore un ragazzo, un’atleta e per giunta di fronte a telecamere e migliaia di persone sugli spalti, si resta davvero senza parole e un brivido corre lungo la schiena. Come può accadere? Quelle terribili immagini mi hanno riportato indietro nel tempo: avevo dieci anni quando vidi morire in tv un calciatore durante una partita di calcio, era Perugia Juventus e c’erano 30.000 spettatori. Il calciatore che moriva stroncato da un infarto in campo si chiamava Renato Curi, aveva 24 anni ed era nato in un paese della mia terra, Montefiore dell’ Aso. Quasi la stessa età di Piermario Morosini lo sfortunato calciatore del Livorno nato a Bergamo e morto a Pescara durante la gara di sabato 14 aprile. L’ambulanza ha impiegato troppo tempo per entrare nello stadio e la tempestività in questi casi può essere determinante. Apriranno un’indagine su questo assurdo ritardo e credo che finirà come al solito: nessun colpevole. C’era un auto della polizia municipale ad ostruire il passaggio del mezzo di soccorso, gli stessi che dovrebbero garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Una cosa pazzesca! Hanno dovuto spostare l’automobile di peso e la barella è stata portata a mano da alcuni calciatori (che urlavano per il ritardo) fino all’ambulanza. Non c’è molto da dire, viene un groviglio allo stomaco e penso: perché non c’è una o più ambulanze sempre pronte al bordo del campo? Con tutte le leggi e normative sulla sicurezza che ci sono perché allo stadio di Pescara non c’era una strada sempre libera per i mezzi di soccorso? Perché uno, forse due imbecilli, preposti a un servizio d’ordine, hanno mollato l’auto e per giunta chiusa, dove non dovrebbe sostare nessuno e se ne sono andati a vedere la partita gratis. Quando hanno visto quello che accadeva in campo perché non sono corsi a rimuovere la loro auto di servizio?
Se fosse accaduto in un’altra città più a nord, i tempi sarebbero stati più rapidi? Non sono razzista e mi ritengo un uomo del sud, ma certi comportamenti di stampo borbonico, privi di senso di responsabilità mi fanno veramente incazzare. Magari non era la prima volta che posteggiavano l’auto in quel luogo; nessuno fa caso a queste cose fino a quando non accade qualcosa. Stavolta è andata male e a rimetterci è stato un ragazzo di 25 anni ma poteva capitare a chiunque. Una vergogna assoluta.

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