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Archivi per il mese di “marzo, 2012”

Presentata la riforma del lavoro.

Secondo il ministro Fornero la riforma che tocca l’articolo 18 renderà l’Italia più appetibile per investimenti stranieri. Sappiamo tutti e da decenni che i problemi che allontanano investimenti esteri sono altri e ben più profondi. Innanzitutto la carenza di infrastrutture al centro e al sud, la complicatissima e lenta burocrazia, la corruzione, la mafia che ormai è ben radicata anche al nord del paese e il costo troppo alto del lavoro. L’Italia ha i redditi dei lavoratori tra i più bassi d’Europa e la tassazione più alta. Ridurre le tasse ai lavoratori significherebbe ridurre il costo del lavoro e sarebbe un incentivo per nuove assunzioni e nuovi investimenti. Licenziare più facilmente in un sistema rigido, complesso e arretrato, con una crisi economica sempre più nera, in un paese dove fin dagli anni’ 80 prima di firmare un contratto dovevi sottoscrivere una bella lettera di dimissioni senza data, a me sembra un enorme cazzata.

La direzione è sbagliata, ci saranno sempre più possibilità di ricatto verso i lavoratori, non sono tutti bravi e onesti gli imprenditori, in molti ti chiedono: vuoi lavorare? Queste sono le condizioni (a ribasso!) e quella è la porta.
Grazie alla crisi del sistema economico basato solo sui consumi e innescata da banche e gruppi finanziari americani, c’è sempre più lavoro nero, quando c’è …
a tariffa ridotta e spesso senza nessun rispetto per le norme di sicurezza. Secondo Monti “la politica ascolta troppo le categorie.” Poi ammonisce: “nessuno si illuda di cambiare le riforme. ” Davvero inquietante. O semplicemente arrogante?

Questa volta la Camusso ha ragione quando parla di possibili tensioni sociali:
prima o poi il bisogno si trasformerà in disperazione. Allora si che saranno problemi…

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La ricerca della libertà

L’Associazione “Ascoli per Ascoli” presenta “La ricerca della libertà” cinque incontri di filosofia con il prof. Stefano Cinaglia presso la Sala di Venere in corso Mazzini 251 di Ascoli Piceno alle ore 18.00 a partire da giovedì 22 marzo.

Ogni giovedì un tema straordinario per comprendere l’affascinante viaggio verso la libertà della nostra civiltà, le sue evoluzioni e i suoi protagonisti.

  • Giovedì 22 Marzo – La libertà di Socrate
  • Giovedì 29 Marzo – Il coraggio della libertà
  • Giovedì  5 Aprile – Il copro e l’anima
  • Giovedì 12 Aprile – La libertà dei moderni
  • Giovedì 19 Aprile – Il lume della ragione

Galline in fuga.


Quando compro le uova cerco sempre quelle con la dicitura “allevamento a terra” e ho sempre immaginato galline che razzolano più o meno liberamente sulla terra o su un prato verde. Poi ho scoperto che “allevamento a terra” significa che gli animali vivono in capannoni chiusi e sempre illuminati, non hanno alcun acceso all’esterno e in nove si dividono un metro quadrato di spazio. Ho sempre evitato le uova con la dicitura “allevamento in gabbia” perché sapevo che era la condizione peggiore per gli animali e infatti una direttiva europea vieta l’allevamento delle galline in queste condizioni.  Allevamento in batteria (in gabbia) vuol dire che gli animali covano in gabbie sovrapposte per cinque livelli senza mai poter camminare liberamente e ogni gabbia può contenere fino a trenta esemplari. Tra allevamento in gabbia e a terra sicuramente ho fatto bene a scegliere il secondo ma esistono ben altri due tipi di allevamento decisamente migliori. Comprando uova di galline “da allevamento all’aperto” significa che gli animali possono uscire all’aperto con vegetazione e ambiente protetto per ragioni sanitarie e che godono di quasi tre metri quadrati ciascuna. Poi ci sono le uova con dicitura “da allevamento biologico” e in questo tipo di allevamento le galline hanno libero accesso all’aperto con vegetazione, nidi, trespoli, lettiera e mangime biologico. Biologico significa maggiore spazio vitale e animali più sani, anche al coperto godono di quattro metri quadri per gallina … tutto un altro uovo! Quando compri le uova fai come faccio io, cerca le migliori, per te e per le galline. E buona frittata.

Figli di boss e figli di … nessuno.

Dopo otto anni di carcere per associazione mafiosa, il figliolo di Totò Riina è arrivato a Padova per lavorare in una Onlus. Quando ho sentito questa notizia alla radio ero con alcuni amici che come me non sono mai stati in galera e che da diversi anni lavorano un mese si e due no, in nero e sottopagati. E’ successo anche a me negli ultimi tre anni di lavorare in queste condizioni e credetemi, quando si è nel bisogno si mastica amaro ma si resta in silenzio. Abbiamo commentato la notizia sul giovane Giuseppe Salvatore Riina ed essendo quasi tutti oltre i 40 ci siamo detti che forse abbiamo sbagliato tutto nella vita, qualche anno di carcere potevamo farlo, qualcuno ci avrebbe recuperato e reinserito nel tessuto sociale, forse una cooperativa, oppure una bella Onlus! Il problema è che noi quarantenni “normali” nel tessuto sociale non ci siamo mai entrati. La verità scomoda è che ladri, truffatori, terroristi, assassini e mafiosi vengono prima di noi e di tantissima altra brava gente che ha perso
il lavoro. In questo paese (di merda) anche la normalità ha un prezzo.

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